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I fornitori non sono altro che i nostri collaboratori

Alessio Serafino economo.

Si parla spesso dei fornitori come una seccatura dal quale non sia
possibile sottrarsi.
Dal mio punto di vista è l’esatto contrario.
Considero i fornitori allo stesso modo dei collaboratori con il quale
quotidianamente svolgo il mio lavoro.

Innanzi tutto c’è da dire che uno i propri fornitori li seleziona in base
alle competenze e alle proprie necessità e obiettivi. Quindi viene da sé
che siano reputati i migliori in quello che offrono.

Detto questo la maniera più sensata di rapportarsi è quella di costruire
con loro, come lo si farebbe con ciascun membro del nostro staff,
un rapporto di fiducia.

Il modo migliore è quello di definire poche regole ma chiare:
qualità del prodotto, evasione degli ordini, gestione delle consegne e
ovviamente i pagamenti.

Come già detto se abbiamo scelto tale fornitore, lo abbiamo fatto per
aver riconosciuto in esso determinate competenze. Dobbiamo essere in
grado a questo punto, di valorizzarle. Sicuramente conoscendo meglio di noi
la sua nicchia di mercato sarà in grado di darci consigli che a noi
possono sfuggire o che sono veri e propri segreti del suo mestiere.

Da queste semplici attenzioni, possono nascere ottimi rapporti duraturi e di crescita reciproca.

Rapporti di questo tipo possono aprire opportunità per la nostra attività fino a prima impensabili.
Collaborare attivamente non solo con quello che c’è al nostro interno,
ma con l’esterno amplia le nostre conoscenze e favorisce la nascita di
nuove idee.

Ci sono un miliardo di opportunità nascoste proprio dietro i nostri
tanto temuti fornitori, sta a noi volerle scoprire.

Il mio consiglio e di non tenere al di fuori della nostra attività
i fornitori bensì accoglierli e renderli partecipi come i nostri più
stretti collaboratori.