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Brooklyn’s Lady

bottiglie di martini bianco, bitter, bombay saphire , arancia e cocktail

Il barman Matteo Romano oggi presenta il suo Brooklin’s Lady.

STORYTELLING

Questo cocktail viene ideato nel 2015, quando, lavorando in una struttura polifunzionale davvero innovativa immersa nel cuore di Shoreditch, (Londra) rinnovo il mio piacere nello sbizzarrirmi alla ricerca di nuovi “drinketti” da testare, con la complicità del mio caro Bar Manager Rob e della sua immensa voglia di fare che mi stregò profondamente.

Ogni settimana avevamo tutti una “mission”, tutta la squadra del Bar, era infatti invitata a presentare drink alternativi non solo in vista di un continuo restyling del menu e degli special settimanali, ma anche per la creazione di un drink promozionale per le prime cinematografiche che si tenevano nella struttura.

Difatti essa, oltre ad essere un luogo di incontro culturale, era anche uno shop, un centro estetico, un parrucchiere unisex, un bistro ed un cinema suggestivo ed alternativo, insomma un posto meraviglioso, polifunzionale e ricco di ispirazioni ed occasioni ricreative.

Il film in produzione in quella settimana fu “La Ragazza di Brooklyn”, ed in occasione della prima cinematografica che si teneva, realizzai, basandomi sempre su un twist e con la complicità di Rob, un cocktail davvero intrigante, davvero affine alla location di quel bel Romanzo da cui prende forma il film appunto, il Brooklyn Cocktail.

Il Brooklyn è una zona molto interessante di New York, da cui prende ispirazione un giovane bartender, Jacob Grohusko, che nel 1908, nel suo omonimo manuale, JACOB, da lui stesso redatto, ne trascrive una prima ricetta che, egli stesso ideò; la ricetta si muto leggermente nel corso degli anni, cambiando le proporzioni, in taluni casi, o i vermouth, in base anche alla loro reperibilità;

In alcuni casi infatti era arduo avere la disponibilità costante di determinati liquori, come ad esempio l’Amer Picon, poco distribuito al di fuori del suo mercato interno francese, e la sua ricetta è stata cambiata negli anni ’40, quindi tutto ciò che possiamo fare oggi è un’interpretazione moderna della ricetta di Grohusko del 1908.

Nel 1961, il “Brooklyn cocktail” viene trascritto nel ricettario IBA, ed a oggi è sorseggiato e degustato globalmente.

Tornando al nostro film, ed al nostro “drinketto”, i lati condivisibili sono molteplici, senz’altro nome e struttura del cocktail.

Il nome, a dedica della protagonista, identifica, anche la tipologia ed il corpo del cocktail, difatti il nome scelto fu “Brooklyn’s Lady”, e la struttura del drink stesso è allegabile al palato comune femminile, complesso ed armonico, senza tralasciare quel sentore dolce, indispensabile.

Optai così per un cocktail botanico, sostituendo al whiskey un Gin di buona fattura, al maraschino un tocco di sciroppo alle ciliegie, invece che un vermouth rosso, optai sempre per uno dolciastro ma di natura diversa, il bianco, sicuramente amato su larga scala anche ad un palato gentile ed elegante come quello femminile.

Successivamente, invece che optare per degli amari essenziali, cambiai strategia, rendendo più complesso il gusto, lasciando una nota d’arancio, grazie ai suoi oli essenziali, e del bitter al cioccolato per creare una combinazione di sentori armonici ed intriganti.

Questa tecnica di costruzione, come esposta già nei precedenti cocktail viene definita Twist, in questo caso dettagliatamente, viene denominata twist orizzontale, proprio perché partendo da una struttura di una ricetta classica, si sostituisce uno o più ingredienti con altri della stessa tipologia, conseguentemente, otterremo un drink completamente differente pur mantenendo inalterata, in parte, la struttura degli ingredienti iniziali.


INGREDIENTI

  • 50 ml Bombay Sapphire Gin
  • 10 ml di sciroppo alla ciliegia
  • 20 ml Martini Bianco
  • 3 gocce di bitter al cioccolato
  • Una buccia d’arancia

PROCEDIMENTO

Questo cocktail non sarà shakerato, ma “stirato”, seguendo la tecnica dei martini e via dicendo, in modo da essere diluito quanto basta.

Useremo un mixing Glass, o se non disponibile adoperate pure un grosso bicchiere di vetro o anche il Tin più alto del vostro shaker, l’importante soltanto assaggiare via via che mescolate il vostro drink e non si dovrebbero mostrare grosse problematiche.

Tornando a noi, poniamo dunque tutti gli ingredienti nel nostro contenitore, che abbiamo preventivamente raffreddato, ed in aggiunta, spremiamo la nostra buccia d’arancia in esso; facendo ciò, ne estrarremo con più meticolosità gli oli essenziali.

Diamo una mescolata priva di ghiaccio, in modo tale da amalgamare tutti gli elementi ed inglobarli omogeneamente, e successivamente poniamo ghiaccio abbondante, mescoliamo ed assaggiamo passo dopo passo.

Ponetelo successivamente in una bella coppetta Martini, filtrandolo anche soltanto con un singolo filtro;  in questo caso non essendoci stata una shakerata poderosa, non dovremmo avere micro ghiaccio o altri micro residui da filtrare.

GARNISH

Buccia d’arancia e ciliegina sciroppata

(Ricorda sempre di sbizzarrirti, nel bar ci sono regole, ma la fantasia la fa da padrone)